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Mindat (Chin State): un piccolo riassunto di quanto è accaduto negli scorsi giorni

  • Il 24 aprile un gruppo di manifestanti si riunisce e chiede la liberazione di 7 civili arrestati dall’esercito, il quale reagisce sparando
  • I civili si organizzano e lanciano diversi attacchi all’esercito, uccidendo decine di soldati. Le negoziazioni che seguono portano alla liberazione dei 7 prigionieri e ad un cessate al fuoco
  • I civili richiedono la liberazione di altri 5 detenuti. Quanto questo non avviene, riprendono gli scontri
  • L’esercito Tatmadaw si trova in difficoltà sulle colline Chin, il MDF (l’esercito PDF locale di Mindat), armato di soli fucili artigianali, riesce a sequestrare 6 veicoli militari del Tatmadaw e uccidere ancora soldati. Il regime dichiara la legge marziale che la popolazione non accetta, anzi, l’amministrazione locale dichiara di fatto la cittadina “libera” e non riconosce l’autorità del governo militare. L’esercito bombarda la cittadina, un giovane di 18 anni muore. Viene data istruzione ai cittadini di scavare rifugi anti-aero, in attesa di ulteriori attacchi da parte dell’esercito
  • Si arriva al 15 maggio, quando l’esercito manda i rinforzi. Alle 7 del mattino partono gli attacchi. Diversi elicotteri sorvolano la cittadina, ad ogni ricognizione seguono bombardamenti. Vengono catturati 15 giovani e l’esercito Tatmadaw avanza usandoli come scudo umano. I morti civili sarebbero 7. Il MDF si ritira, diversi civili sono in fuga e nel pomeriggio la città è sotto il controllo del Tatmadaw.
  • Diverse testimonianze sui social parlano di diversi casi di stupro. Una delle vittime sarebbe una ragazza minorenne. Il Tatmadaw è noto per utilizzare lo stupro come arma di guerra, soprattutto sulle minoranze etniche. I casi documentati sono numerosi, gli ultimi quelli subiti dalle donne Rohingya durante il genocidio del 2017.
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Alcune delle vittime degli attacchi a Mindat e le armi utilizzate dal Tatmadaw

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Madan Yang, Mansi Township (Kachin State): attacco aereo sull’esercito KIA da parte del Tatmadaw durante la notte

North Okkalapa, Yangon: esplosione presso una pompa di benzina, tre feriti

Monywa (Sagaing): ucciso il poeta U Sein Win. Si stava recando presso un amico quando è stato cosparso di benzina e bruciato vivo.

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Liberato il giornalista giapponese Yuki Kitazumi. Frontier Myanmar pubblica la sua testimonianza, che parla di torture ai prigionieri di Insein, Yangon

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