COSA SUCCEDE DURANTE UN D-DAY?

Oggi, 7 settembre, Duwa Dashi La, presidente ad interim del governo di unità nazionale del Myanmar (il governo civile che si oppone al regime militare), ha lanciato una “guerra difensiva popolare contro la giunta militare.

Abbiamo sentito parlare del “D-Day” per mesi, dal giorno in cui è nata la People’s Defense Force (PDF), e sebbene fosse chiaro che questo giorno stesse per arrivare, svegliarsi questa mattina è stato comunque un po’ uno shock.

Ma cos’è un D-Day? E perché oggi?

Con la coalizione di PDF e varie organizzazioni armate etniche (EAO) che si oppongono al Tatmadaw, proprio come fecero gli Alleati contro i nazisti, è facile capire perché il termine D-Day sia stato così ampiamente usato in Myanmar. D-Day è il giorno in cui è iniziata la fine del regime.

Ma questa non è la seconda guerra mondiale e non è un’operazione Overlord. L’asimmetria negli armamenti tra le due forze opposte è enorme. Il Tatmadaw ha passato 7 decenni a cercare di diventare sempre più forte, mentre la resistenza armata, soprattutto nel Myanmar centrale, era inesistente solo pochi mesi fa. Questa è più una rivolta generale con la stragrande maggioranza del popolo birmano che cerca di abbattere il regime del generale Min Aung Hlaing. Nonostante la povertà di mezzi, la volontà del popolo non va sottovalutata.

E alcune indiscrezioni da verificare fanno pensare che la resistenza sia riuscita a trovare il modo di produrre alcune armi e munizioni in proprio, anche se è difficile pensare di poter contare esclusivamente su queste.

La tempistica dell’annuncio è interessante. Come qualsiasi cosa in Myanmar, di sicuro è coinvolta un po’ di numerologia. 7 mesi dopo il golpe, il 7 settembre (7° mese dell’anno romano), è difficile non accorgersene. Inoltre, “7” è considerato un numero fortunato in Asia.

Ma più realisticamente NUG pensava che questa fosse la finestra giusta per lanciare la rivolta. Sebbene in questo momento io stia semplicemente speculando, potrebbero esserci molti fattori che hanno portato a questa decisione.

1) Diplomazia fallita: il popolo birmano attende da mesi una soluzione pacifica, ma non ce n’è traccia. È ovvio che gran parte della popolazione non è disposta a lasciare che il colpo di stato militare abbia successo, e l’unico modo in cui il Tatmadaw è in grado di esercitare una certa autorità è attraverso la forza brutale. Per mesi le persone hanno protestato pacificamente e chiesto aiuti esterni, con il risultato di oltre 1000 vittime e 7000 arresti. Quando sono le stesse forze dell’ordine ad attaccarti, non ci sono molte difese. A parte alcune forti condanne da parte dei paesi occidentali, non c’è stata nessuna iniziativa forte da parte di nessun Paese. L’ONU è stata incredibilmente passiva, aspettando che poteri regionali come l’ASEAN e la Cina esercitino finalmente la loro influenza sul Myanmar. La Cina, come sempre, apprezza maggiormente la stabilità e il profitto e sta usando il colpo di stato per portare avanti i suoi progetti nella regione. L’ASEAN non si è mai impegnato con il NUG, dimostrando di non avere interesse a sostenere il movimento democratico in Myanmar. Ha dialogato solamente con il regime. Dopotutto, paesi come Thailandia, Cambogia, Vietnam, Laos e Singapore non sono quelli che chiameremmo paesi democratici. Poche ore prima l’ASEAN, tramite il suo inviato speciale, aveva annunciato che la Giunta aveva accettato la sua proposta di cessate il fuoco umanitario. Ma la mossa è vista come un modo per aiutare il Tatmadaw a riorganizzarsi e rifornirsi per poi attaccare l’opposizione con ancora più forza. Inoltre, la giunta non ha mai rispettato un cessate il fuoco. NUG, finora è stato ignorato da tutti i principali attori regionali e pensa chiaramente che la diplomazia non funzionerà finché non sarà in una posizione tale da non poter più essere ignorato.

2) La battaglia per il riconoscimento: l’Assemblea Generale dell’ONU è vicina, e la battaglia per chi ottiene il riconoscimento come governo legittimo del Myanmar è aperta, ma forse anche chiusa. È molto improbabile che il regime militare venga riconosciuto così presto, dopo aver preso il potere attraverso un colpo di stato e una violenta repressione politica. Allo stesso tempo, anche NUG ha poche possibilità. Sebbene sia chiaramente il governo legittimo del paese, manca il controllo del territorio, e questo è importante. Il meglio che il NUG può sperare in questo momento è che l’ONU decida di non decidere. NUG con questo annuncio, ha probabilmente deciso di evidenziare che il Tatmadaw non ha alcun controllo anche sul Myanmar. Più a lungo il Tatmadaw mantiene il controllo (seppur autoritario) sul Myanmar centrale, più è probabile che altri Paesi lo riconoscano almeno “de facto”.

3) Pressione interna ed esterna: NUG opera entro restrizioni molto rigide. I suoi membri si nascondono dalla Giunta, ha difficoltà a gestire le comunicazioni e le finanze all’interno del Paese (per finanziare i lavoratori in sciopero o il PDF). È una battaglia in salita e il pubblico birmano stava aspettando altre azioni concrete dal NUG. D’altro canto, le EAO, che hanno sostenuto NUG sin dalla sua creazione, si stavano probabilmente chiedendo quando avrebbe fatto una mossa concreta. Non dimentichiamo che le EAO hanno sacrificato molto in termini di vite e di sfollati interni. Il Tatmadaw, ha lanciato vari attacchi alle zone di confine. E bisogna sottolineare che le EAO hanno addestrato il PDF, che è composto principalmente da giovani Bamar. La maggior parte degli sfollati causati dal golpe in Myanmar sono di etnia Karen, Kia, Karenni e Chin. Viste le passate delusioni, una certa diffidenza da parte delle minoranze etniche nei confronti di Bamar è comprensibile. Subito dopo l’annuncio, la KNU (Karen National Union) ha rafforzato il proprio supporto del NUG, segno che la decisione è stata presa in accordo con le organizzazioni etniche armate.

4) Segnalazione ai civili/gruppi armati da preparare: ci sono centinaia di PDF e gruppi di Guerriglia Urbana. La maggior parte di loro operano clandestinamente e non sono sotto il diretto controllo del NUG. È quindi molto difficile comunicare senza rischi e l’annuncio di oggi è un messaggio chiaro per tutti loro. Lo stesso vale per i normali civili, che ora sono invitati a procurarsi cibo a sufficienza ed evitare di frequentare gli spazi pubblici.

5) Approfittare del momento “positivo”: EAO e gruppi PDF hanno lanciato vari attacchi di successo di recente. Ci sono stati più disertori nelle ultime settimane e la speranza è che la minaccia di una rivolta generale induca ancora più defezioni. Il cessate il fuoco proposto dall’ASEAN, andrebbe a vantaggio della giunta militare molto più del NUG.

Alla fine NUG potrebbe aver pensato che non ci fossero scelte migliori.

Vale la pena ricordare che le persone in Myanmar stanno ancora affrontando una terza ondata di Covid, che da giugno ha ucciso migliaia di persone. E la crisi economica post golpe sta mettendo alla prova la resistenza della gente. L’annuncio è stato accolto da molti con un misto di speranza e paura. Sappiamo tutti di cosa è capace il Tatmadaw.

Ma cosa è successo dopo l’annuncio?

Oggi è stato in realtà simile ai giorni precedenti, ma più intenso. Oggi PDF ha attaccato una base aerea e vari obiettivi militari a Magway, Sagaing, Karenni. La KNU si è scontrata con i Tatmadaw a Palaw Township, nella regione di Tanintharyi, e KIA sta combattendo a Homalin, Sagaing.5 soldati di Tatmadaw hanno disertato nello stato di Chin.

Il portavoce militare Zaw Min Tun ha affermato che oggi il NUG ha causato inutili preoccupazioni tra i civili. Ha anche detto che il regime ha la situazione sotto controllo, ma in realtà il regime ha aumentato i controlli ovunque.

La gente normale è ovviamente preoccupata. I mercati e le farmacie erano pieni di acquirenti in preda al panico.

Cosa succederà nei prossimi giorni?Attacchi mirati del PDF contro obiettivi militari e un maggiore controllo e raid da parte del Tatmadaw. La speranza è che PDF faccia il proprio lavoro e sia in grado di garantire protezione ai civili dal Tatmadaw. Le defezioni possono svolgere un ruolo enorme per ridurre la violenza.

La brutalità del regime militare ha spinto i cittadini a prendere le armi (poche ed artigianali). Ovviamente nessuno vorrebbe combattere, ma questa dittatura dura da ormai 7 decenni e questa dovrebbe essere l’ultima generazione a doverla subire.

Prendetevi cura di voi stessi

Possa la Rivoluzione avere successo


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