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Balukhali camp (Cox’s Bazar in Bangladesh), un incendio ha ucciso diverse persone tra cui bambini ed anziani che non sono riusciti a fuggire dalle fiamme. Le cause non sono note, ma la presenza di filo spinato lungo il perimetro del campo, ha reso difficile la fuga per le persone più fragili. Balukhali camp è il campo profughi più grande del mondo, ospita almeno 600.000 Rohingya, molti dei quali arrivati dal Rakhine State (Myanmar) a seguito delle violenze dell’esercito birmano nel 2017.

A Mandalay nella notte è stato ucciso un ragazzo di 15 anni, mentre faceva la guardia notturna al quartiere

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Oggi 3 morti a Mandalay, tra cui un ragazzino di 13 anni colpito da un cecchino

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Incendio e spari nella notte anche a Dawbon, Yangon

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Protesta con palloncini a Hlaing, Yangon

Due minuti molto importanti dell’intervista di Dr. Sasa, in cui parla dei Rohingya come “fratelli” e “sorelle”, parla di “ethnic cleansing” (termine ripudiato da Aung San Suu Kyi), e promette giustizia. Questo colpo di Stato sta cambiando la percezione di un intero popolo.

Arrivano nuove sanzioni contro la Junta militare. La EU sanziona in maniera blanda 11 esponenti dell’esercito, vietando loro il transito nell’area dell’Unione, e imponendo sanzioni economiche ai soli individui. A quasi due masi dall’inizio del golpe, il ritardo dell’Europa è inconcepibile. Tra le motivazioni delle misure moderate, c’è la necessità di evitare di “danneggiare i cittadini”. Questa è una vecchia teoria sulle sanzioni economiche. Secondo alcuni detrattori di queste sanzioni, i danni economici sulla popolazione sarebbero maggiori dei benefici. Senza entrare nel merito sulla tipologia di sanzioni più o meno “mirate”, bisogno notare che l’economia birmana in questo momento è sull’orlo del collasso e siamo vicini al fallimento statale. Non c’è nulla da salvaguardare, ed è lo stesso popolo birmano che chiede le sanzioni per tagliare i fondi al regime. Davvero inconcepibile la politica estera europea. Le sanzioni non possono danneggiare le persone che già non hanno più niente.

Gli Stati Uniti, invece, espandono le sanzioni già imposte ad altri membri dell’esercito Tatmadaw, includendo anche i famosi battaglioni 33 e 77, protagonisti delle violenze di queste settimane.

Sia nel caso di Stati Uniti, che dell’Unione Europea, vengono esclusi dalle sanzioni i conglomerati MEHL e MEC di proprietà dell’esercito. Ogni azione seria contro il Tatmadaw deve necessariamente includere queste due entità nella lista dei soggetti da sanzionare. Il dubbio è che la necessità di preservare gli interessi economici di grandi aziende come Total e Chevron sia d’ostacolo. Inoltre questa politica di “piccoli passi”, continua a far guadagnare tempo ai governi, evitando quindi di dover ricorrere subito ad interventi reali.

Circolano immagini di civili che preparano bunker. Quello della foto è in Kachin State, dove la popolazione sta affrontando una guerra civile contro il Tatmadaw. Altri Bunker sono stati avvistati anche in zone tradizionalmente non di guerra, come Naypyitaw. Il timore di una guerra civile nazionale aumenta di giorno in giorno

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Cecchini sparano da un tetto

Ultimamente si parla di fare un giorno di protesta silenziosa. Un po’ per cambiare strategia, un po’ per evitare le strade dove decine di giovani muoiono ogni giorno.

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