Molti profili Facebook in Myanmar diventano neri, in segno di lutto per le 38 vittime di ieri. Ma nonostante tutto le proteste vanno coraggiosamente avanti.

A Myingyan, nonostante la brutalità di ieri, la gente protesta numerosa

Aerei da guerra nei cieli di Mandalay

L’esercito mostra i muscoli, dispiegando anche aerei militari nei cieli di Mandalay e Yangon, smentendo i rumors (riportati anche da Cecilia Brighi di Italia-Birmania insieme a Rainews 24 qualche giorno fa) che l’esercito fosse a corto di carburante

Dopo la giornata di ieri, molte le notizie dal mondo diplomatico anche italiano

IMBA Italian Myanmar Business association, insieme a diverse camere di commercio europee, declina l’invito ad un incontro con il governo militare birmano. Si tratta di un piccolo gesto, ma è importante non legittimare il regime.

Diversi dipendenti dell’ambasciata birmana a Washington si dimettono, e l’Ambasciata rilascia questo comunicato in cui denuncia le violenze di quest’ultimo mese.

Primo caso di un ufficiale dell’esercito Tatmadaw che diserta. Il giornalista Mratt Kyaw Thu lo intervista in diretta Facebook.

L’ufficiale sprona i colleghi ad unirsi al CDM (movimento di disobbedienza civile). Afferma che molti soldati vorrebbero disertare, ma non lo fanno per timore di ritorsioni contro le loro famiglie. Spiega come i soldati vengano addestrati a risolvere ogni “complicazione” con la violenza, e che viene insegnato che ogni mezzo è lecito per ripristinare la pace.

Mentre in Myanmar la gente rischia la vita, le Nazioni Unite…

Chiudiamo con il poeta K Zar Win, ucciso ieri a Monywa dalle forze armate.

Nel 2015 marciò da Mandalay a Yangon(oltre 600km) per aver manifestato per una riforma dell”educazione. Venne arrestato e spese 13 mesi in prigione. In questi mesi scrisse un libro che contiene questa poesia:

Se il ladri non sono governabili

Se i criminali non sono governabili

Qual’è il senso di un governo?

Qualsiasi cosa succeda alle giungle

Qualsiasi cosa succeda alle montagne

Qualsiasi cosa succeda ai fiumi

A loro non importa

Amano il loro Paese nello stesso modo in cui amano raschiare le noci di cocco:

dall’interno, verso l’esterno, solo per prenderne il latte.

RIP


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